I crossfade (le cosiddette dissolvenze incrociate) sono usati per unire due regioni. Senza il loro impiego, con molta probabilità, le onde produrrebbero dei click (artefatti digitali) nei punti in cui le regioni si incontrano. Il loro uso è talmente scontato, che può sembrare superfluo, a molti di voi che leggono questo blog, che io abbia deciso di scrivere un articolo su questo argomento. Cosa può esserci di tanto complicato in una dissolvenza incrociata? La prima regione si dissolve in uscita (fade out), nello stesso momento in cui la seconda si dissolve in entrata (fade in). Fine.
A mio avviso, le cose non stanno proprio così. Come in tutti gli aspetti che riguardano il lavoro di un ingegnere del suono, non esistono interventi “set and forget” se vogliamo la massima resa sonora, ma come una strumento va accordato, una stanza va trattata acusticamente, di un microfono va ottimizzato il posizionamento, allo stesso modo, anche un semplice crossfade richiede una cura particolare.
Le onde delle due regioni, infatti, si sovrappongono per l’intera durata della dissolvenza incrociata e interagiscono in maniera costruttiva o distruttiva, dipendentemente dalla loro fase. Se le due onde non sono in fase tra di loro, alcune frequenze (se non la maggior parte) verranno cancellate, producendo un ”buco” o del phasing in corrispondenza della giuntura, rendendo il crossfade udibile e, in alcuni casi, deleterio.

L’animazione mostra l’interazione di due onde unite da un crossfade, quando una di esse viene gradualmente spostata. Le due onde si cancellano quando sono in controfase tra di loro. Questo può provocare phasing o una diminuzione del livello in corrispondenza del crossfade. Per ascoltare questo effetto, guarda il video in fondo alla pagina.
Il video che segue mostra il procedimento di “rifasatura” su una nota di tromba. L’esempio è stato realizzato su Pro Tools, ma il concetto è sempre valido, indipendentemente dal software DAW utilizzato.
Il metodo utilizzato consiste, semplicemente, nello spostare una delle due regioni con il comando “nudge”, in modo che la forma dell’onda nella posizione del crossfade non presenti avvallamenti o discontinuità (sintomo di cancellazioni di fase).
Ovviamente, il risultato finale andrà controllato ascoltando la transizione.
N.B. Questo trucco, per quanto banale, non mi è stato insegnato da nessuno, ma è il frutto di una mia intuizione. Per quanto ne so (ho scandagliato a fondo la rete senza trovare nessun precedente) potrei essere addirittura il primo a parlarne… un motivo in più per seguire il blog di SonusFactor! 🙂
Buona visione!
2 commenti
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Davide
Bella trovata!!! 🙂 Come ho fatto a non pensarci prima!?
SonusFactor
Grazie! 🙂